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Credimi,sto mentendo.

di David Valmori

Ogni storia ha almeno due versioni. La tua e la mia. La nostra e la loro. Quella di lui e quella di lei. E questo significa una cosa sola: c'è sempre qualcuno che mente.

La cosa non mi sorprende affatto in realtà perché non sono mai stato un grande lettore (leggo pochissimo), ma uno dei primi libri che mi è capitato tra le mani aveva un titolo troppo accattivante per restare sullo scaffale: "Credimi, sto mentendo" di Ryan Holiday.

Un capolavoro. Un libro che parla di manipolazione mediatica e di come media e persone distorcono la realtà in base ai propri interessi.

Te lo dico subito: questo non sarà un articolo come gli altri.

Quella che stai leggendo è una storia basata su fatti realmente accaduti, documentati, verificabili.

E attraverso questa storia voglio portarti a una verità che ti lascerà davvero sorpreso. Una lezione così importante da poter cambiare veramente gli esiti delle tue prossime videocall di vendita.

Iniziamo.

Novembre 2025

3 amici decidono di fare una ciaspolata in alta quota, in Trentino-Alto Adige.

Tre ore di cammino sulla neve fresca. Panorama incredibile e fatica vera.

Arrivati in cima succede l'imprevisto.

Uno di loro si infortuna seriamente al ginocchio sinistro. Un ginocchio che aveva già avuto problemi in passato e per cui non si era ancora operato.

Il risultato? Zoppica.

Ogni passo è un dolore lancinante e capiscono dopo pochi metri che scendere così è praticamente impossibile.

Si avvicinano ad un rifugio lì vicino, sperando di trovare aiuto. Ma è chiuso: bassa stagione, nessuno dentro, avrebbe riaperto solo 2 settimane più tardi.

È tardo pomeriggio, sono vicini all'imbrunire. Il buio sta per arrivare.

Chiamare i soccorsi significherebbe complicare ulteriormente la situazione e spendere un sacco di soldi.

Poi si guardano intorno e lo vedono: uno slittino.

Un bob, appoggiato in bella vista vicino a una staccionata di legno.

Così decidono di prenderlo in prestito per portare a valle il loro amico, con estrema calma, passo dopo passo, facendo attenzione a non peggiorare l'infortunio.

E grazie a Dio funziona alla grande.

Arrivano a valle senza creare ulteriori danni al ginocchio. Caricano lo slittino in macchina con l'idea molto chiara di rintracciare i proprietari e restituirlo immediatamente.

Cercano i numeri online, google, recapiti e chiamano.

Nessuna risposta.

E siccome non se la sentono di lasciarlo a fondo valle per timore che venga rubato, lo caricano in macchina decidendo di riportarlo al rifugio lunedì mattina.

Quei tre ragazzi eravamo noi

È solo qui che ti rivelo che quei 3 ragazzi eravamo io, mio fratello e il mio migliore amico, in vacanza in Trentino a fine novembre dell'anno scorso.

Bene, come ti dicevo, volevamo riportare lo slittino lunedì mattina ma... non facciamo in tempo perché il giorno dopo... siamo su tutti i giornali:

"Rapina al rifugio" — ma nessuno ha scassinato o rapinato nessun altro.

"Furto nella notte" — era pieno giorno, ore 14.54 del pomeriggio, e si vede chiaramente dalle videocamere.

"Introdotti nel garage" — non abbiamo varcato né tantomeno forzato nessuna porta.

"Tre individui travestiti da Babbo Natale" — nessuno di noi aveva nemmeno lontanamente un cappello di Babbo Natale, e si vede pure dalle immagini.

"Entrano in un locale della struttura" — non siamo passati per nessuna porta e non siamo entrati in alcun locale.

"Tutto sembra studiato, deciso in anticipo" . . .

Certo. Come no.

Potrei andare avanti ancora a lungo per farti capire il livello di distorsione ma non ha senso.

Ora fermati un attimo e pensa a questo

Quelle parole, pubblicate da testate locali e nazionali, hanno generato un effetto a valanga. Chi vive lì ha pensato che in zona ci fossero ladri professionisti, organizzati, malintenzionati.

La paura è la più grande "call to action" dell'essere umano. Quanti acquisti di sistemi d'allarme? O di serrature rinforzate? Quante luci lasciate accese tutta la notte?

Decisioni prese sull'onda di una notizia artificiale, non di un fatto reale.

La realtà? Lunedì mattina rintracciamo i proprietari del rifugio. Spieghiamo dell'infortunio e delle nostre intenzioni, ci incontriamo e restituiamo il bob.

Nessuno era arrabbiato. Nessuno indignato. Nessuna denuncia.

Fine della storia.

O forse no?

Veniamo al cuore della faccenda

Pensa a quante false informazioni i tuoi clienti hanno assorbito prima di entrare in videocall con te.

Quante sono le cose che stanno dando per vere che vere non lo sono affatto?

C'è chi pensa che basti allenarsi duramente per poter mangiare qualsiasi cosa e dimagrire. C'è chi pensa che basti pubblicare ogni giorno per crescere sui social. C'è chi crede che basti "volerlo davvero" per cambiare vita. C'è chi pensa che vendere significhi convincere, spingere, manipolare.

Sono tutte storie. Versioni comode. Verità parziali ma raccontate bene.

E la (mia) verità è questa:

Molti dei tuoi clienti non acquistano perché qualcun altro ha già raccontato loro la "sua" verità.

Una verità utile a vendere. O a spaventare. O a fare audience. O semplicemente a manipolare un pensiero.

Ed è per questo che parlo spesso di vendita etica, che è il perno centrale, il fondamento di ogni cosa che faccio.

Una vendita in cui io, come professionista, sono consapevole che tu, cliente, arrivi da me confuso, pieno di informazioni sbagliate, bloccato da false convinzioni che ti impediscono di agire, di fare le cose giuste nel modo giusto per te e per la tua crescita.

Ecco perché noi professionisti abbiamo un dovere morale: usare il nostro posizionamento, la nostra immagine, la nostra voce per aiutare davvero chi chiede i nostri servizi.

Perché in un mondo che vende illusioni, dire la verità è il più grande atto di vendita etica che possiamo fare.

Alla fine, metà degli articoli sono spariti dal web dopo che ho fatto 3 telefonate e inviato 5 email in cui mi sono fatto valere usando anche un po' di rabbia.

Questa storia fa sorridere. Ma soprattutto dovrebbe farti riflettere.

E la domanda che dovresti farti adesso è:

Quali credenze o convinzioni hanno i miei clienti che gli sono state "installate" e che non gli permettono di acquistare i miei servizi?
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