Torna al blog · Mindset

La rosa chenon muore mai.

di David Valmori

Se ti piace viaggiare dovresti sapere che ci sono viaggi che fai per vedere posti nuovi, e poi ci sono viaggi che finiscono per mostrarti qualcosa di te, senza volerlo.

Il Marocco, per me, è stato questo.

E non te ne ho mai parlato, quindi lo farò qui. E non si tratta di un racconto di viaggio, no affatto...

Si tratta della più grande lezione che ho imparato in quel viaggio, grazie ad un fiore unico e raro.

E tra poco scoprirai quale.

Otto ore verso Merzouga

Eravamo in macchina, io e Noemi, direzione Merzouga, dune di sabbia.

È una meta molto ambita quanto difficile da raggiungere, infatti il viaggio dura oltre 8 ore, ma attraversare il pre deserto, per noi, ne vale assolutamente la pena.

Strada lunga, silenziosa, di quelle che sembrano infinite.

Intorno a noi un paesaggio che cambiava continuamente: prima roccia rossa, poi polvere verdastra, poi ancora roccia e montagne quasi nere e poi distese vuote che sembravano uscite da un film (infatti ne hanno girati diversi in quelle zone).

Era quella terra di mezzo in cui perdi i riferimenti, non sai più dove sei e a tratti addirittura non sai più nemmeno chi sei...

Forse, proprio per questo, inizi a rallentare e ad osservare di più.

E mentre mi guardavo intorno, l'ho vista

Ad un certo punto durante il viaggio ci siamo fermati per sgranchire le gambe e prendere un po' d'aria, così sono sceso dalla macchina, ho fatto qualche passo lontano dalla strada e mentre mi guardavo intorno l'ho vista!

Una rosa.

Ma non sapevo ancora che si chiamasse così. E in effetti sembrava più un piccolo cespuglio secco.

Era piccola. Chiusa. Accartocciata su sé stessa. Sembrava morta.

Ma non lo era.

Era una rosa del deserto. Il cosiddetto fiore della resurrezione.

Faccio una foto, la mando a ChatGPT e inizio a chiedergli di cosa si tratta, e più mi informavo su di lei, più capivo che non era solo un fiore.

Era una lezione.

Quello che fa questa rosa sembra impossibile

Quando l'ambiente diventa ostile, l'acqua sparisce e tutto intorno smette di nutrirla... lei non resiste e si prosciuga volutamente e consapevolmente.

Riduce tutto al minimo indispensabile. Trattiene appena il 5% dell'acqua necessaria e resta viva.

Si chiude. Si protegge. Si conserva.

Smette di crescere. Smette di mostrarsi. Smette di sembrare viva.

E la cosa assurda è che può restare così per mesi. A volte anni. Senza nutrimento e senza niente per un sacco di tempo.

E poi, basta qualche goccia... e lei si riapre.

Infatti se la metti in acqua, torna viva. E torna a crescere come se nulla fosse successo.

Come se quel tempo non fosse stato una pausa... ma una preparazione per diventare più grande.

E così, una volta rientrato dal mio viaggio, l'ho messa in acqua e incredibilmente nel giro di 3 ore la rosa si è aperta e sono rimasto sbalordito.

Poi ho pensato a te

E così, con quella rosa tra le mani, ho pensato a una cosa che mi ha ispirato tantissimo.

Ho pensato a te, a noi, a tutti i liberi professionisti. A chi, ogni giorno, prova a costruire qualcosa partendo da sé stesso. A chi ha scelto la strada della libertà.

Perché c'è una verità che nessuno ti racconta all'inizio della tua carriera da freelance.

Ti parlano tutti di libertà, di crescita, di possibilità e di risultati.

Ma non ti parlano della siccità.

Non ti parlano di quei periodi in cui sembra che tutto intorno muoia. In cui i clienti spariscono, i numeri non tornano e inizi a chiederti se hai sbagliato tutto.

E lì si crea il momento più pericoloso, in cui pensi che sia finita. Che il problema sia tu, che forse dovresti mollare.

Ma è proprio lì che si costruisce la tua libertà: la libertà dagli schemi del passato che ti vogliono tenere nel perenne insuccesso. Dai tuoi blocchi, dai tuoi limiti che vogliono proteggerti.

La crescita reale non è lineare

Non lo è mai stata.

È fatta di espansione... e contrazione. Di slancio... e silenzio. Di momenti in cui sembri inarrestabile... e altri in cui devi solo restare in piedi.

E la differenza tra chi arriva e chi si ferma è la capacità di diventare come quella rosa.

Capire quando è il momento di spingere... e quando è il momento di chiudersi, proteggersi, conservare energia.

Accetta che ci saranno fasi in cui l'unico obiettivo è uno solo: restare vivo e resistere nel rischio.

Adesso non sto crescendo... ma sto preparando la mia prossima crescita.

Questo è quello che fanno i professionisti veri. Non si giudicano nei momenti di siccità. Si preparano.

Perché resistere è il più grande atto di indipendenza.

Fa male continuare quando non hai conferme. Fa male credere quando i risultati tardano. Fa male andare contro chi ti dice di "essere realistico"...

Eppure, se vuoi costruire qualcosa di grande, dovrai passare esattamente da lì.

Non esiste scorciatoia.

Robin Williams, con quella sua energia impossibile da ignorare, diceva anche:

«Voglio vivere una vita che, quando mi sveglio al mattino, il diavolo dica: "Oh no, è sveglio!"»

Ecco lo spirito. Non quello di chi vince sempre. Ma quello di chi non smette mai.

Se stai attraversando il tuo deserto

E ora, professionista, voglio dirti che se in questo momento stai attraversando il tuo deserto, sappi che non è una punizione.

È un passaggio.

E se lo attraverserai nel modo giusto, senza mollare, l'acqua tornerà.

E quando tornerà, non sarai più quello di prima.

Sarai più forte. Più essenziale. Più consapevole.

Proprio come quella rosa. Il fiore che non ha bisogno di condizioni perfette per vivere, ma solo della forza di resistere abbastanza a lungo da rinascere.

P.S. Abbi il coraggio di guardarti intorno e osservare quello che accade attorno a te. C'è sempre una lezione importante per te, in una frase detta da una persona, nelle parole di una canzone ascoltata al bar, e a volte, in una rosa colta nel mezzo del deserto.

Prossimo articolo Le 13 domande che creano urgenza e priorità