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L'ultimotentativo.
Immagina di ricevere un messaggio dal proprietario della casa in cui vivi in affitto: se non paghi, mi costringi a sbatterti fuori. Ci sei? Ora immagina di avere sul conto 214€ e nessuna entrata prevista.
E infine, immagina di non avere più un lavoro, di aver perso da due mesi quello che credi l'amore della tua vita e di aver bruciato la testata della tua auto perché non avevi i soldi per la manutenzione.
Ah, dimenticavo… Immagina anche di andare in visita dal tuo medico, che dopo un'attenta analisi si toglie gli occhiali, ti mette la mano sulla spalla e ti dice: "La tua condizione si chiama depressione e io purtroppo non posso curarla."
Oggi ti racconto una parte della mia storia che non racconto spesso, non per vergogna, ma perché non sono cose che si raccontano tutti i giorni.
A volte nella vita devi attraversare tempeste che nessuno vede. E questa è stata la mia tempesta.
Avevo perso tutto
Qualche anno fa ero in una situazione che definire "difficile" è davvero poco.
Avevo perso tutto, non avevo più alcuna certezza, avevo finito tutti i miei soldi… E non avevo più fiducia in me stesso e nelle mie scelte.
Abbandonato da quelli che credevo amici e da quella che chiamavo "Amore".
Vivevo in una condizione di depressione profonda e ogni giorno che mi svegliavo con quel mattone di ansia nel petto desideravo solo riaddormentarmi per smettere di pensare o sentire.
Mangiavo xanax come caramelle chiuso in casa al buio e passavo le ore a guardare qualunque film pur di cercare distrazione da una realtà che non riuscivo più ad accettare.
Non uscivo di casa da 3 settimane, non vedevo nessuno, mangiavo 3 biscotti e un piatto di pasta scondita al giorno. Non mi tagliavo la barba, usavo sempre gli stessi vestiti…
Avevo perso ogni prospettiva di vita e quando mi addormentavo piangendo alle 3 di notte, speravo solo di non svegliarmi mai più.
L'ultimo tentativo
Arrivò un giorno in cui, anche sentendomi un enorme fallito, decisi di fare l'ultimo tentativo per provare a risollevarmi.
Ai tempi montavo video ma non avevo mai fatto video professionali per aziende, così scrissi a 3 attività locali per propormi nel realizzare il loro video ufficiale.
La promessa che feci a me stesso era quella di andare a parlare con questi sconosciuti e tentare la vendita dei miei video, nonostante gli attacchi di panico e la totale incapacità di guardare le persone negli occhi.
Purtroppo feci un pensiero molto triste ma vero. Se non avessi venduto quei 3 video, probabilmente avrei messo fine alla mia vita.
Ma prima, dovevo fare questo ultimo tentativo per salvarmi.
So che può sembrarti assurdo, ma credimi, quando visualizzi ogni giorno 100 metodi diversi per toglierti la vita perché ti senti solo un peso per il mondo, non è più così assurdo pensare di sceglierne uno e porre fine alla tua sofferenza.
Capisci bene quindi che il "no" di un cliente per me non era solo un "no".
Era la porta di casa mia che si chiudeva. Era un piatto di pasta scondita lasciato nel lavandino. Era un foglio per la mia famiglia lasciato sul tavolo…
Era la mia fine.
Le finestre scritte col pennarello
È da quella promessa assurda che iniziai a scrivere tutti i motivi per cui i clienti avrebbero potuto dirmi di no e i relativi modi per convincerli a dirmi di sì.
Finii presto i fogli di carta che avevo, così iniziai a scrivere sulla finestra con il pennarello indelebile. E finita una finestra passai a quella dell'altra stanza.
In quelle notti insonni, mentre cercavo disperatamente di salvarmi la vita, scrivevo senza sosta.
Scrivevo finché i "no" smettevano di esistere.
E dalla disperazione è nata la creazione.
La mia prima sequenza di vendita ha preso vita in quelle notti. Da tutto quel caos e disordine creai un metodo lineare e totalmente ordinato.
Capii di essere ancora vivo e imparai una lezione molto dura: quando non hai scelta, impari a stare in equilibrio per forza.
E proprio lì ho scoperto quanto coraggio può nascere dalla necessità.
Tutti e tre accettarono
La settimana successiva, tutti e tre i clienti accettarono le mie proposte, nonostante ad ogni appuntamento fingessi di avere mal di stomaco per poter andare in bagno, anche se in realtà dovevo chiudermi dentro per sfogare l'attacco di panico.
Nel giro di 30 giorni pagai gli affitti arretrati, sistemai la mia auto, e ripresi la mia vita ricominciando da zero.
Oggi quella sequenza non è più solo "il mio metodo di sopravvivenza". È diventata il cuore di tutto ciò che insegno.
Aiuta freelance, professionisti, persone vere come te, a vendere in modo etico, sicuro e coerente con sé stessi.
Perché come dice Will Smith nel film "La ricerca della felicità":
«Non lasciare che nessuno ti dica che non puoi fare qualcosa. Se hai un sogno, devi fare di tutto per realizzarlo.»
Perché te lo racconto
E oggi sono qui a scriverti, perché anni fa la vendita mi salvò la vita.
E penso che lo sappia bene anche tu: la vita costa, è vero. Ma la libertà costa ancora di più.
I soldi non comprano la felicità, ma comprano lo spazio per crearla. Ti permettono di dire "no" a ciò che ti svuota e "sì" a ciò che ti accende.
Non sono il fine, ma il mezzo per scegliere dove, con chi e come passare il tuo tempo.
E se sai generare valore e trasformarlo in guadagno, puoi costruire libertà, impatto e bellezza.
E la vera conquista non è guadagnare di più: è decidere tu come usare ciò che hai creato.
Non so dove ti trovi oggi. Forse anche tu hai camminato su una corda tesa.
Ma so una cosa: ogni passo fatto con coraggio è già una vittoria.
Un'ultima cosa, se ti sei riconosciuto
Ho raccontato questa storia perché è la mia, non perché sia un modello da seguire. Io ne sono uscito con diversi appuntamenti dal mio psicologo, che davvero mi ha aiutato a salvarmi la vita.
Se mentre leggevi hai riconosciuto qualcosa di tuo, quel mattone nel petto la mattina, il non uscire di casa, il pensiero che tutto sia inutile, non tenertelo dentro come ho fatto io all'inizio.
Parlane con un amico, con qualcuno di cui ti fidi e che ti vuole bene. E se puoi, la cosa migliore è farti aiutare da uno psicologo: non è una sconfitta, credimi, è la tua più grande vittoria e la scelta di chi vuole rimettersi in piedi per davvero, perché è possibile farlo. Non sei il primo e non sarai l'ultimo ad avere questo bruttissimo problema.
Nessun corso di vendita, il mio compreso, sostituisce un lavoro specifico con un professionista della mente.
Ti invito di cuore a cercarne uno in zona.
Ti abbraccio forte,
David.